Cerca nel blog

venerdì 7 settembre 2012

COMMENTO SUL MERCATO

E' passata una settimana dalla chiusura del calciomercato. In realtà, mancano ancora 3 giorni poichè quattro compagini (Grosseto, Vicenza, Lecce e Nocerina) possono ancora operare a causa della vicenda del calcioscommesse che le ha tenute tra color che son sospesi per un lungo periodo. Non è detto, perciò, che l'Ascoli abbia completato le proprie operazioni di mercato.
In virtù di quanto sinora espresso,
posso tranquillamente affermare che il sodalizio di Corso Vittorio Emanuele si è -sinora- ben comportato, soprattutto se si fa un raffronto con gli anni precedenti. Partiamo dall'inizio. Dopo aver confermato Massimo Silva alla guida tecnica ed aver rinnovato alcuni importanti contratti, il Picchio ha cominciato ad operare con le comproprietà, risolvendole tutte prima della scadenza; è la prima volta che succede. Successivamente, ci si è buttati a capofitto sul mercato vero e proprio, consolidando i rapporti con Parma e Chievo e, limitatamente ai giovani della Primavera, con alcuni sodalizi della zona.
I nodi da risolvere erano principalmente tre:
1) la cessione di Papa Waigo, trasformatasi ben presto in "questione internazionale";
2) la cessione di Giallombardo il quale, però, non aveva mercato (oltre ad avere uno stipendio improponibile per buona parte delle società);
3) la cessione, eventuale, di Guarna per far cassa.
I tre nodi sono rimasti tali. 
La questione Papa Waigo, anche per errori commessi dalla società, si è rivelato un campo estremamente paludoso nel quale l'Ascoli ha affondato pesantemente i piedi, rimanendo impelagato. Di fatto, la vicenda ha bloccato le entrate per tutta la durata del mercato. Rimarco, in ogni caso, il pessimo comportamento del calciatore, che è letteralmente fuggito dall'Europa trovando rifugio all'ombra dei rigogliosi pozzi di petrolio del deserto medio orientale.
La cessione di Giallombardo -necessaria per dar respiro alle asfittiche casse societarie- era impresa assai ardua, e tale si è rilevata. Il giocatore è legato da contratto oneroso sino al 2014 alla maglia bianconera; dunque, resterà (a meno di clamorose ed improvvise svolte) a disposizione di Massimo Silva.
Infine, la vicenda-Guarna: da qualche anno a questa parte, sembra che tutti lo vogliano, ma nessun vuol spendere quei quattro denari (o forse è qualcosa in più?) che l'Ascoli chiede. Anche quest'anno è andata così. Per carità, il ragazzo è più che utile alla causa bianconera, il suo valore è notevole ed il Picchio ha bisogno delle sue prestazioni. Ma, ahimè, è uno dei pochi giocatori in rosa che potrebbe portare denaro fresco; quest'anno la sua cessione sarebbe stata una manna dal cielo.
Il sodalizio bianconero si è visto costretto a fare le nozze coi fichi secchi. Con De Matteis al timone, siamo tornati dall'Hilton Hotel con un carico di novità importanti.
La prima conquista è stata che abbiamo ricevuto prestiti di giovani promettenti, i quali hanno già avuto modo di mettersi in luce. Dunque, non più gli imberbi Boniperti e Beretta, bensì dei ragazzi che hanno avuto modo di formare la loro ossatura tecnica in campi caldi quali quelli della Lega Pro.
Alcuni giovani di proprietà sono stati mandati a fare esperienza nella vecchia serie C, sono arrivati altri giovani di caratura tutta da scoprire e, nell'ultimo giorno utile per operare, sono stati piazzati colpi molto importanti. Tra tutti, il ritorno di Feczesin in maglia bianconera, il cui cartellino è interamente in mano all'Ascoli Calcio, e l'arrivo di Tommaso Morosini, un classe 1991 promettente dall'Albinoleffe. Passando, ovviamente, per i prestiti di Drame e Loviso, giocatori importanti per l'economia del gioco del mister.
In definitiva, De Matteis ha consegnato una discreta squadra nelle mani dello staff tecnico; sta ora a Silva e Aloisi ringraziare coi risultati un lavoro molto difficile, effettuato con scarsi mezzi ed una certa inadeguatezza (così si è definito lo stesso D.G.: inadeguato).

Nessun commento:

Posta un commento